Le quadrature spettano a Marco Antonio Chiarini, le figurazioni a Giovanni Gioseffo Dal Sole: la loro fu una collaborazione feconda, improntata ad enfatizzare il valore allegorico dei soggetti mitologici attraverso il trompe-l'oeil delle ambientazioni. L'arredo comprende tra l'altro due preziosi stipi con intarsi in avorio (secc. XVII-XVIII). In un angolo del salone si apre il piccolo Oratorio, frutto di una risistemazione di fine Ottocento. Sull'altare la tavola del pittore fiammingo Jean Gossaert (Mabuse), acquistata per rimpiazzare il quadro dello stesso autore che lì si trovava, andato disperso. Il Cristo ligneo è del XVII secolo, come gli arredi dell'altare, che provengono dal fondo Mansi.